Il Parlamento europeo ha dato il via libera a una modifica dell’Atto elettorale dell’Ue che consentirà alle eurodeputate di delegare il proprio voto durante la gravidanza e dopo il parto, introducendo un’eccezione mirata al principio del voto in presenza.

La riforma è stata approvata con 616 voti favorevoli, 24 contrari e 8 astensioni e prevede che le deputate possano affidare il proprio voto a un collega di fiducia fino a tre mesi prima della data prevista del parto e fino a sei mesi dopo.

L’intervento modifica una delle regole cardine del funzionamento dell’Aula, che finora richiedeva la presenza fisica per l’esercizio del voto. Con la nuova disposizione, il Parlamento introduce una deroga temporanea e circoscritta, pensata per rispondere a esigenze di salute e conciliazione.

L’obiettivo è duplice: da un lato garantire la piena partecipazione democratica delle deputate, dall’altro evitare che la maternità possa tradursi in una limitazione concreta dell’esercizio del mandato.

“È una tappa importante verso un’istituzione più moderna ed equa. Nessuna deputata dovrebbe perdere il diritto di voto perché diventa madre”, ha dichiarato la presidente Roberta Metsola, che ha promosso la riforma.

Equilibrio tra mandato e vita privata

La misura si inserisce nel più ampio sforzo dell’istituzione per rafforzare la parità di genere e rendere più inclusivo il funzionamento parlamentare. Il voto per delega viene presentato come uno strumento concreto per conciliare responsabilità familiari e attività politica, senza compromettere la rappresentanza.

Il relatore del testo, Juan Fernando López Aguilar, ha parlato di un passo “decisivo” verso l’adozione definitiva, sottolineando come la riforma mantenga la natura personale del mandato pur introducendo una flessibilità limitata.

Nel corso dei negoziati, il Parlamento ha accolto alcune modifiche richieste dal Consiglio, in particolare su trasparenza, tracciabilità e integrità del voto, per evitare abusi e garantire piena responsabilità nell’utilizzo della delega.

Ora la ratifica degli Stati membri

Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e successivamente ratificato da tutti gli Stati membri secondo le rispettive procedure costituzionali, passaggio necessario per l’entrata in vigore della revisione dell’Atto elettorale.

L’iter si preannuncia delicato, trattandosi di una modifica che incide direttamente sulle regole elettorali europee e richiede l’unanimità a livello nazionale.

Un’eccezione ancora rara nell’UE

Attualmente, solo pochi Paesi dell’Unione prevedono formalmente il voto per delega in caso di maternità, tra cui Spagna, Grecia e Lussemburgo. L’iniziativa del Parlamento europeo potrebbe quindi rappresentare un precedente rilevante anche per i sistemi nazionali.

La riforma era stata avviata dall’Aula nel novembre 2025, con un primo accordo politico raggiunto in Consiglio nel marzo 2026. Con il voto di mercoledì, il dossier entra ora nella fase finale del processo legislativo.

Se confermata, la modifica segnerebbe un cambiamento simbolico ma anche pratico nel funzionamento dell’Eurocamera, rafforzando l’idea di un’istituzione più attenta alla dimensione sociale del mandato politico.

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